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Comunicati Stampa

Fallimento FTX: cosa insegna ai risparmiatori

 

Attualmente le piattaforme di criptovalute sono giungle senza regole dove occorre anche proteggersi dal rischio di furti: ecco i consigli di Confconsumatori

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Roma, 22 novembre 2022 – Dopo il crack della piattaforma di criptovalute, l’exchange crypto FTX, occorre che i consumatori interessati a questo tipo di investimenti siano consapevoli dei rischi e adottino alcuni accorgimenti per proteggere il più possibile il proprio portafoglio virtuale. Ecco il commento e i consigli dell’avvocato Antonio Pinto, esperto di Confconsumatori.

 

BOMBE A OROLOGERIA - I numeri fotografano uno dei più grandi disastri finanziari della finanza mondiale. Circa un milione di investitori che hanno perso oltre 30 miliardi di euro e, solo in Italia, vi sarebbero oltre centomila creditori. La piattaforma di criptovalute l’exchange crypto FTX ha chiesto negli Stati Uniti di essere ammessa al Chapter 11, ossia alla bancarotta assistita. Arriva dopo tanti altri crack, come ad esempio MTGox, l’exchange giapponese di criptovalute, la stablecoin Terra-Luna e vari altri. FTX era la seconda piattaforma di scambio di valute digitali al mondo (per volumi), e questo è la prova che i criptoasset poggiano su basi davvero molto fragili. L’economista Nouriel Roubini non a caso ha definito società come FTX “una bomba a orologeria” che potrebbe esplodere in qualsiasi momento. Banca d’Italia e Consob ripetutamente hanno segnalato ai risparmiatori i gravissimi rischi di questo segmento di mercato virtuale.

 

MERCATI NON REGOLAMENTATI - Il “fallimento” della piattaforma di criptovalute, l’exchange FTX, ci insegna che i risparmiatori dovrebbero usare enorme cautela se proprio decidono di investire denaro in queste piattaforme, poiché si tratta di mercati non regolamentati, senza nessuna tutela per i risparmiatori. In attesa della nuova normativa Ue che arriverà con il regolamento Mica, la compravendita di criptovalute è una giungla senza regole e senza difese effettive. In Italia è obbligatorio da luglio un registro per le società attive nell’intermediazione di valute digitali, gestito dall’Oam, l’organismo di agenti e mediatori. Tuttavia, non si tratta di un sistema autorizzativo, ma di una semplice registrazione ai fini dell’antiriciclaggio. L’attività di trading di questo tipo di criptoasset al momento, infatti, non è soggetta ad autorizzazione. Si deve tenere conto che nella finanza tradizionale i soggetti almeno sono vigilati e sottoposti a stringenti regole, mentre nel settore dei bitcoin ed analoghi asset non trovano applicazione le regole di condotta e i presidi a tutela di investitori o depositanti.

 

CHIAVETTE PER I SOLDI VIRTUALI - Per chi vuole proprio “investire” in questi prodotti è meglio non lasciare i soldi virtuali in un “portafoglio” messo a disposizione dalla piattaforma (exchange). Sono infatti piattaforme virtuali private, non regolamentate, dove spesso si sono verificati, oltre ai fallimenti, anche problemi legati a furti ed hackeraggi. In linea di principio sono società che non offrono garanzie e non sono assicurate, con il rischio potenziale di poter perdere tutti i soldi depositati. Meglio usare la chiavetta Usb: vale a dire su un supporto non connesso a Internet, e quindi non soggetto a furti da parte di hacker o ad altre variabili. Unica avvertenza: occorre non perdere la chiavetta, altrimenti i soldi virtuali non sono più recuperabili. In gergo si chiama cold wallet, al contrario degli hot wallet che si trovano sul pc o sullo smartphone.

 

I RISPARMIATORI TRADITI - Per quanto riguarda cosa fare in concreto per i risparmiatori traditi per adesso occorre studiare e approfondire se davvero esiste un percorso che possa dare qualche realistica possibilità di recupero, tenendo conto che FTX aveva sede nel Delaware ed è lì che si è aperta la procedura. Ad esempio, anche per l’insinuazione al passivo vi è il problema dei costi, da rapportare a quanto potrà esser effettivamente recuperato da eventuali attivi che si dovranno recuperare. Per il momento, comunque, non esistono prospettive realistiche per ottenere ristoro. I risparmiatori interessati a ricevere aggiornamenti sul tema possono contattare le sedi di Confconsumatori: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

Bollette, modifiche unilaterali: perché segnalarle

 

Illegittime le modifiche comunicate dal gestore tra agosto 2022 e aprile 2023:

chi segnala ad Agcm potrà anche rivalersi in caso di danno economico

Roma, 9 novembre 2022 – I consumatori che hanno ricevuto dal proprio gestore dell’energia comunicazioni unilaterali di variazione delle condizioni contrattuali prima della scadenza del contratto devono contestarle e segnalarle all’Agcm. Questo non solo perché si tratta di comportamento illegittimo da scoraggiare con sanzioni comminate dalle Autorità, ma anche perché coloro che, nel frattempo, avessero sottoscritto altro contratto più oneroso o subito danni conseguenti le comunicazioni illegittime, potranno richiedere un risarcimento se verrà accertata (grazie anche alle segnalazioni dei consumatori) la pratica commerciale scorretta da parte del gestore. Confconsumatori si è attivata tramite i propri sportelli per assistere i cittadini con modelli di segnalazione da inviare.

 

LE VARIAZIONI ILLEGITTIME – Confconsumatori era già intervenuta sul tema dell’illegittimità delle modifiche unilaterali. Ma si ricorda qui, in particolare, l’articolo 3 del DL 115/2022 (aiuti ter) che ha introdotto il divieto di modifiche unilaterali a carico delle società energetiche a partire dal 10.8.2022 al 30.4.2023. In tale periodo non possono neanche essere notificati (come da comunicazione congiunta di Antitrust ed Arera) i preavvisi di notifica e le società potranno, salvo proroghe, inviare ex novo i suddetti a partire dal 30.4.2023 con efficacia 30.5.2023. Da ultimo si ricordano i provvedimenti già adottati dall’Antitrust a fine ottobre scorso, nei confronti di diversi gestori di luce e gas (si veda qui: https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2022/10/PS12441-PS12450-PS12451-PS12453).

 

ATTENZIONE ALLE TELEFONATE – Fermo restando il diritto del consumatore di cambiare gestore o contratto in qualunque momento, in questo periodo così delicato occorre prestare ancora maggiore attenzione alle proposte telefoniche: alcuni associati, ad esempio, hanno lamentato di essere stati convinti dal call center a sottoscrivere un contratto più oneroso prima della naturale scadenza del precedente, più conveniente. Confconsumatori invita i cittadini – spesso impreparati e disorientati di fronte a telefonate di questa natura - a confrontarsi con gli sportelli dell’associazione, anche via e-mail, per valutare la legittimità di queste ed altre pratiche telefoniche allo scopo di segnalarne l’eventuale scorrettezza all’Autorità Agcm.

 

COSA POSSONO FARE I CONSUMATORI – Confconsumatori sta affiancando i cittadini nella contestazione delle comunicazioni illegittime e nella segnalazione delle stesse all’autorità Agcm. L’associazione ha messo a disposizione anche dei modelli di lettera. Gli utenti interessati possono contattare gli sportelli presenti sul territorio, il cui elenco completo è qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

Assemblea dei consumatori:

5 punti urgenti per l’agenda di Governo

 

Le associazioni dei consumatori e le forze sociali hanno individuato alcune proposte fondamentali per contrastare i rincari

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Roma, 18 ottobre 2022 – Si è tenuta oggi l’Assemblea nazionale delle Associazioni dei Consumatori, a cui hanno partecipato oltre 4000 attivisti, per sollecitare il Governo all’adozione di misure urgenti per fronteggiare i rincari sul fronte dell’energia e dei beni di largo consumo. Un incontro senza precedenti, che ha visto, al fianco dei Consumatori, la partecipazione delle principali forze sociali del Paese: le più importanti sigle sindacali CGIL, CISL e UIL, USB, ma anche rilevanti sigle del mondo produttivo, CNA, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, i Panificatori artigiani, i sindacati degli inquilini SUNIA e SICET, le organizzazioni del volontariato Auser e Anteas, Federcasalinghe, le Associazioni ambientaliste e pro rinnovabili come WWF Legambiente, Coordinamento Free  e le  rappresentanze dei produttori di fotovoltaico e dei rivenditori di energia come Italia Solare, Arte.

 

LE PROPOSTE - La vastissima partecipazione ha spinto le associazioni promotrici a predisporre una piattaforma condivisa a partire da cinque rivendicazioni principali in materia di energia:

 

1)   la sospensione dei distacchi per morosità, oggi in larghissima parte legata a situazioni di profondo disagio e povertà, con la lunga rateizzazione delle bollette garantita dallo Stato e, insieme, un divieto più stringente alle modifiche contrattuali decise unilateralmente dalle aziende fornitrici di energia;

2)   l’aumento dei bonus per energia, gas e acqua e l’allargamento della platea dei beneficiari, attraverso l’innalzamento delle soglie Isee, anche differenziate per intensità di aiuto, insieme con la costituzione di un Fondo di contrasto alla dilagante povertà energetica;

3)   la riforma della bolletta, riducendone gli oneri fiscali e parafiscali, e del sistema di formazione dei prezzi dell’energia, considerando la media ponderata dei costi delle diverse fonti e disaccoppiando elettricità e gas, per contrastare più efficacemente le speculazioni;

4)   una politica industriale ed energetica di rilancio degli investimenti sulle fonti rinnovabili e sulle tecnologie di accumulo, adottando misure di sostegno allo sviluppo delle comunità energetiche;

5)   un piano nazionale straordinario di sostegno alle famiglie e alle imprese, insieme con la precisazione e il rafforzamento degli strumenti di supertassazione degli extraprofitti superiori ad una certa soglia realizzati dalle grandi imprese energetiche e da altre aziende in settori quali quello farmaceutico, finanziario, creditizio e dell’e-commerce.

 

“Ci aspettiamo ora che il Governo sia pronto ad ascoltare le proposte e rivendicazioni delle associazioni dei consumatori, che chiedono di aprire stabilmente un tavolo di dialogo che le coinvolga, insieme a quelli delle altre parti sociali ed economiche. I consumatori, rappresentati dalle principali associazioni riconosciute, restano pronti a mobilitarsi, in tutte le forme e modalità possibili, finché non saranno assunte efficaci misure per fronteggiare l’emergenza sociale e sia avviato un percorso riformatore di carattere strutturale in materia di politiche energetiche e di sostenibilità del mercato dei consumi.”

Caro-vita, caro-energia: il 18 ottobre assemblea nazionale dei consumatori aperta a sindacati, imprese, esercenti e forze sociali.

 

Cosa chiedono i consumatori al nuovo Governo per affrontare l’emergenza bollette e contenere gli aumenti dei prezzi al dettaglio

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17 ottobre 2022 - Le associazioni dei consumatori Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Ctcu, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Udicon, Associazione Utenti Radiotelevisivi, hanno indetto per il prossimo 18 ottobre una assemblea nazionale dei consumatori, aperta a sindacati, imprese e forze sociali, per discutere i temi dell’emergenza inflazione e proporre soluzioni condivise per abbattere prezzi e bollette.

 

Le associazioni chiedono a sindacati dei lavoratori, organizzazioni di categoria dell’agricoltura, dell’industria e dell’artigianato, del commercio e della cooperazione e alle altre forze sociali organizzate del volontariato, ambientaliste, culturali, studentesche, ecc., di unirsi ai consumatori per dar vita alle più opportune azioni comuni e giungere a proposte condivise, al fine di spingere il Governo ad adottare misure efficaci di contrasto all’inflazione e alle speculazioni che ne influenzano pesantemente il corso, per affrontare l’emergenza energia e per realizzare riforme strutturali in tema di tutele dei cittadini.

 

In tal senso hanno organizzato una assemblea nazionale di tutti i propri quadri e militanti per la mattina di martedì 18 ottobre prossimo, a partire dalle ore 10, che sarà aperta alle altre parti invitate e che potrà essere seguita in streaming sui siti e canali social delle organizzazioni promotrici e attraverso la piattaforma Zoom al seguente link: https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_4IGZ6ExWTPmfhw2FQiWIww

 

“Siamo convinti che l’assemblea nazionale in programma rappresenti una grande opportunità di partecipazione e di confronto per tutti i cittadini: le associazioni dei consumatori, infatti, sono una “cerniera” necessaria per avvicinare le Istituzioni ai cittadini e cogliere le esigenze reali della società”, commenta la presidente di Confconsumatori Mara Colla. “Discuteremo di proposte concrete a supporto di famiglie e imprese, da presentare al Governo per fare fronte alla crisi energetica che stiamo attraversando”.

 

Tra le misure che le associazioni ritengono indispensabili e che saranno discusse nel corso dell’evento del 18 ottobre, prima di essere presentate al nuovo Governo, trovano spazio:

 

- sospensione dei distacchi di energia elettrica e gas, accordi per la rateizzazione lunga delle bollette, con garanzia pubblica, e procedura speciale di Conciliazione presso Arera;

- definizione della casistica di morosità incolpevole, ampliamento delle soglie d'accesso e degli importi dei bonus sociali per elettricità e gas;

- più rigoroso divieto temporaneo di modifica unilaterale dei contratti per l'energia, compresi rinnovi e recessi;

- misure di contrasto alle speculazioni e all'eccessiva volatilità dei mercati, disaccoppiando la formazione dei prezzi di elettricità e gas e fissando i valori per i regimi tutelati secondo la media ponderata dei costi di approvvigionamento e produzione dalle differenti fonti, stabilendo, conseguentemente, una soglia massima di oscillazione dei prezzi sul mercato libero;

- riforma degli oneri generali di sistema, spostandone gran parte sulla fiscalità generale e sgravandoli dall'IVA;

- istituzione dell'Albo dei fornitori di energia, con requisiti stringenti di accreditamento;

- niente IVA sulle accise sui carburanti, parametrandone il carico alla media europea, e sterilizzazione IVA sulla materia prima non oltre il valore delle accise, prorogando ancora il taglio di almeno 30 cent/litro;

- rimodulazione delle aliquote IVA sui generi alimentari e di largo consumo, riducendole fino all'azzeramento sui cibi e prodotti essenziali, incluso il pellet;

- deducibilità integrale dei titoli di viaggio per lavoratori e studenti pendolari, forti agevolazioni e gratuità di alcuni servizi e forniture, quali mense e libri scolastici;

- rafforzamento poteri dell'autorità di vigilanza sui prezzi e istituzione degli Osservatori territoriali, partecipati dalle AACC;

- norme di sostegno allo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili e costituzione del Fondo di contrasto della dilagante povertà energetica;

- supertassazione degli extraprofitti realizzati nelle attività finanziarie ed energetiche;

- apertura del dialogo sociale permanente anche con le Associazioni dei consumatori e utenti.

 

Sono queste le rivendicazioni più urgenti, insieme ad altre proposte che potranno scaturire dalla grande Assemblea nazionale online del prossimo 18 ottobre, che le associazioni dei consumatori pongono sin d'ora all'attenzione del Governo e sulle quali chiedono di aprire il confronto di merito. Ma, in carenza di questo e di misure adeguate di contrasto dell'emergenza energetica e della spirale inflazionistica, sono pronte a promuovere ulteriori e più incisive forme di mobilitazione generale, anche di piazza, come già hanno fatto a giugno scorso con la "Protesta delle pentole vuote" e poi con numerose altre iniziative molto partecipate nelle principali città italiane.

Modifiche contrattuali energia: Confconsumatori commenta il comunicato di Arera

 

Le modifiche contrattuali, diversamente da quanto sostenuto da Arera e Agcm, non sono mai possibili per eccessiva onerosità, se non disposte dal giudice

Roma, 17 ottobre 2022 – A seguito del recente comunicato diffuso da Arera e Agcm - comunque positivo perché rassicura i consumatori e invita le aziende energetiche a comportamenti rispettosi nei confronti dei clienti - Confconsumatori desidera avanzare alcune riflessioni. Dal comunicato, infatti, parrebbe giustificata la possibilità, per i venditori, di ricorrere alla modifica unilaterale per eccessiva onerosità. L’art. 3 del d.l. 115/2022, però, non prevede in alcun modo la possibilità per i fornitori di energia di modificare le condizioni contrattuali dei contratti del mercato libero sino alla naturale scadenza dell’offerta commerciale sottoscritta con l’utente. Infatti, l’art. 3 citato, rubricato “Sospensione delle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di energia elettrica e gas naturale” prevede nello specifico che “fino al 30 aprile 2023 è sospesa l'efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consente all'impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo ancorché sia contrattualmente riconosciuto il diritto di recesso alla controparte”. Inoltre, restano inefficaci i preavvisi comunicati dai gestori prima della data di entrata in vigore del decreto legge 115/2022, salvo che le modifiche contrattuali si siano già perfezionate. Ricordiamo che il consumatore deve sempre opporsi formalmente, da solo o, meglio, affidandosi ai nostri sportelli, a qualsiasi proposta di aumento sia che la riceva per iscritto, sia che arrivi telefonicamente, perché è un suo diritto opporsi e chiedere il permanere delle condizioni contrattuali in corso sino alla scadenza del contratto.

 

I CONTRATTI ENERGIA - Esclusi i casi, dunque, in cui l’offerta commerciale sottoscritta dall’utente preveda già una indicizzazione del prezzo di fornitura con riferimento al PUN (prezzo unico nazionale), l’operatore non può mai modificare in aumento il prezzo previsto dal contratto se non in occasione della sua scadenza naturale. E nemmeno è sostenibile l’eventuale modifica unilaterale della offerta applicata giustificandola in funzione della eccessiva onerosità sopravvenuta. Il contratto di fornitura di energia elettrica, come quello del gas, è un contratto a prestazioni corrispettive e ad esecuzione continuata. In questi casi, se la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, come quelli d’altronde che stanno portando all’aumento vertiginoso delle bollette elettriche e di gas, la parte che deve tale prestazione può eventualmente chiedere la risoluzione del contratto ma appunto questa valutazione non può in nessun modo essere sostenuta unilateralmente, e per giunta dalla parte economicamente più forte, ai danni della parte più debole del rapporto, ovvero l’utente/consumatore. Un’eventuale modifica per eccessiva onerosità deve essere domandata al Giudice, che deciderà se disporla, senza che il fornitore di energia possa applicarla unilateralmente o addirittura sospendere la fornitura.

 

IL COMMENTO – Gli aumenti delle bollette, e le difficoltà che ne derivano per le famiglie, fanno crescere la platea dei soggetti che vanno incontro al fenomeno della “povertà energetica”. “Come associazione ribadiamo che servono aiuti che permettano alle famiglie di pagare le bollette e di arrivare a fine mese senza doversi ulteriormente indebitare; non soluzioni preconfezionate volte a giustificare eventuali aumenti unilaterali - afferma l’avvocato Franco Conte, responsabile Energia di Confconsumatori - ma moratorie delle sospensioni delle utenze in difficoltà economica con contestuale possibilità di poter accedere a rateizzazioni da un minimo di 24 mesi sino a 60 mesi per gli importi più elevati senza interessi. Auspichiamo, inoltre, che tale rateizzazione sia concessa anche per le fatture successive qualora di importi superiori alla media dell’utenza interessata ponendo le nuove rate in coda all'originario piano di rientro”.

E aggiunge Mara Colla, presidente di Confconsumatori: “Un altro intervento necessario è quello di prevedere un ulteriore aumento dei limiti reddituali per usufruire dei bonus sociali. Ma è ormai arrivato il momento di mettere mano a riforme strutturali e durature che riducano davvero il costo dell’energia e, soprattutto, aumentino la produzione e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”.

Processo PwC – Veneto Banca: ultime settimane per costituirsi parte civile

 

Manca meno di un mese alla prima udienza del processo che vede coinvolta la società di revisione PwC

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Roma, 6 settembre 2022 – Inizierà il prossimo 4 ottobre 2022 il processo a carico della società di revisione PwC e di una sua dirigente, responsabile della revisione dei bilanci Veneto Banca. Gli azionisti hanno ancora alcune settimane per costituirsi come parte civile nel processo.

 

LE ACCUSE - Le accuse rivolte alla società di revisione contestano i reati di “ostacolo alle attività di vigilanza”, “illecito amministrativo dell’ente” e “falsità nelle relazioni e nelle comunicazioni dei responsabili della revisione”. Il GUP di Roma, disponendo il rinvio a Giudizio a carico dell’imputata e della società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A., ha determinato una nuova e concreta possibilità per i risparmiatori azionisti e obbligazionisti subordinati di Veneto Banca di ottenere un risarcimento da una società molto solvibile, anche se ci saranno da affrontare ostacoli durante il dibattimento circa la giurisprudenza non univoca sui capi d’imputazione contestati e alla loro idoneità a legittimare il risarcimento a tutte le parti civili.

Si tratta probabilmente del primo caso in Italia in cui, dopo un crac bancario, la società di revisione dei bilanci è direttamente imputata di aver contribuito, con propri dirigenti, alla stesura di bilanci irregolari.

 

LA POSSIBILITÀ DI COSTITUIRSI PARTE CIVILE - All’esito dell’udienza preliminare, il GUP del Tribunale di Roma ha già ammesso come parte civile Confconsumatori APS, difesa dall’avvocato Barbara D’Agostino di Roma, per le gravi ripercussioni sui consumatori e sul mercato di borsa delle condotte ascritte al revisore.

Secondo il GUP di Roma, che ha rinviato la società e la dirigente a giudizio per il giorno 4 ottobre 2022, i reati astrattamente commessi vanno dall’ostacolo alla vigilanza bancaria all’irregolare revisione dei bilanci (articolo 27 decreto legislativo 39/2010): pertanto gli azionisti della Banca e anche gli obbligazionisti subordinati hanno diritto a un congruo risarcimento dei danni.

        

L’ASSISTENZA DI CONFCONSUMATORI - L’associazione invita azionisti e obbligazionisti subordinati a costituirsi parte civile per chiedere il ristoro dei danni alla società di revisione, segnalando che possono costituirsi parte civile anche coloro che hanno venduto i titoli in perdita prima del crac bancario (prima del 2016). Confconsumatori è disponibile a raccogliere e inviare tutta la documentazione necessaria per la costituzione entro il prossimo martedì 20 settembre.

        

Per ricevere ulteriori informazioni e assistenza invitiamo a contattare le sedi territoriali di Confconsumatori reperibili all’indirizzo www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori. Nel caso non ci fosse una sede di riferimento nella vostra zona, potete scrivere una mail a confconsumatori.roma@gmail.com.

“PROTESTA DELLE PENTOLE VUOTE”

 

IL 10 GIUGNO ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI IN PIAZZA IN TUTTO IL PAESE

CONTRO LE SPECULAZIONI E GLI AUMENTI INGIUSTIFICATI DEI PREZZI.

IL GOVERNO INTERVENGA, ACCOGLIENDO LE PROPOSTE PRESENTATE.

 

 

Aumenti dei prezzi e carovita preoccupano le Associazioni dei consumatori spingendole ad una mobilitazione di piazza in tutte le principali città italiane il prossimo 10 giugno, che dà seguito all’Assemblea unitaria on line svolta il 6 aprile scorso, con migliaia di delegati di tutte le regioni.

 

“Non si tratta di un generico né temporaneo aumento dei prezzi, ma di una vera e propria corsa al rialzo, alimentata da ingiustificabili fenomeni speculativi, che sta costringendo le famiglie a rinunce e privazioni che avranno importanti conseguenze sull’intero sistema economico. In questo modo nel Paese crescono disuguaglianze, povertà energetica e povertà alimentare” - affermano le Associazioni dei Consumatori.

 

Più di un quarto delle famiglie si trova già in grave difficoltà e sta riducendo, fino anche a privarsene, consumi essenziali come quelli alimentari, sanitari e di cura della persona.

L’inflazione nel 2022 ha già raggiunto il 6,5%, come non accadeva dai primi anni ’90, e il previsto rialzo dei tassi d’interesse porterà all’aumento anche delle rate di mutui e prestiti.

 

I rincari a cui stiamo assistendo hanno avuto finora solo timide reazioni del governo, che si è limitato a misure di carattere emergenziale e temporaneo, come la tassazione sui superprofitti delle società dell’energia, gli sgravi parziali per alcune imprese e la riduzione degli oneri fiscali sulle bollette, ma rinviando i necessari interventi di carattere strutturale che da tempo rivendichiamo per arginare una crisi che si prospetta non di breve periodo.

 

“È necessario fare di più ed è necessario farlo ora! – afferma Michele Carrus Presidente Federconsumatori - Per questo ci prepariamo ad una mobilitazione in tutta Italia, perché finalmente le esigenze dei cittadini, delle famiglie e soprattutto dei redditi bassi e medio-bassi ricevano la dovuta attenzione dal Governo.”

 

Per far sentire la protesta dei cittadini e richiamare il Governo al dovere di confrontarsi e di intervenire sulle speculazioni, le Associazioni dei consumatori hanno lanciato la “PROTESTA DELLE PENTOLE VUOTE” per il 10 giugno 2022, alle ore 11:00, con raduni e presidi a Roma in P.zza SS. Apostoli e contemporaneamente in tutti i capoluoghi regionali davanti alle Prefetture.

 

 

 

Per rimanere aggiornati sugli eventi in tutta Italia è possibile consultare la pagina dell’evento: https://fb.me/e/b5NiEHZ6G.

La pentola vuota è il simbolo della difficoltà delle persone e delle famiglie che faticano ormai a soddisfare bisogni essenziali, come mettere insieme quotidianamente il pranzo con la cena.

 

 

Sono state invitate a partecipare le Organizzazioni sindacali e datoriali, il mondo del Terzo settore e del Volontariato sociale, le associazioni ambientaliste e studentesche.

 

Le Associazioni presenteranno una PIATTAFORMA di interventi per calmierare i prezzi e combattere la speculazione, chiedendo al Governo di includere i rappresentanti dei consumatori tra le Parti sociali per confrontarsi sul contrasto alla povertà energetica, sul sostegno alle famiglie e ai soggetti più fragili, sulla determinazione e sorveglianza dei prezzi, sui carichi fiscali.

 

 

Le Associazioni consumatori

chiedono a tutti i cittadini di partecipare attivamente alla   giornata di protesta del

 10 giugno, scendendo in piazza

con le PENTOLE VUOTE!

 

 

 

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“Io sono originale”: al via il progetto nell’Istituto d’Istruzione Superiore San Benedetto di Latina

 

L’iniziativa, promossa da Confconsumatori, è volta a sensibilizzare i ragazzi rispetto ai temi della contraffazione e della difesa della proprietà intellettuale

Roma, 7 aprile 2022 – Arriva a Latina "Io sono Originale", progetto finanziato dalla Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale - Uibm (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) del Ministero dello Sviluppo Economico per contribuire a una corretta informazione rispetto ai rischi legati alla contraffazione e per incentivare l’utilizzo degli strumenti di tutela della Proprietà Intellettuale, promuovendo la cultura della legalità contro il mercato del falso.

 

Per la regione Lazio, Confconsumatori ha scelto di coinvolgere i ragazzi dell’Istituto d’Istruzione Superiore San Benedetto di Latina. Si è tenuto lunedì 4 aprile il primo incontro introduttivo con gli studenti che saranno chiamati a realizzare le 21 attività previste dal “Diario della creatività”, per partecipare poi alla selezione del migliore “Diario” di classe a livello regionale.

“In particolare – riferisce l’avvocato Barbara d’Agostino, Presidente Regionale Confconsumatori – nel corso dell’incontro si è tenuto un momento formativo per dimostrare concretamente agli studenti, come l’originalità e la protezione della proprietà intellettuale è fondamentale sia per il bene comune che per i singoli consumatori. Tra l’altro il Diario della Creatività ha come scopo ultimo quello di accrescere e consolidare una consapevolezza negli studenti di quanto la creatività e l’innovazione siano importanti in ogni ambito della vita. I destinatari di questa iniziativa sono gli studenti, che già hanno iniziato a cimentarsi in un percorso creativo, il “Diario della creatività” che, traendo spunto da un format europeo di successo, accompagnerà i ragazzi con il supporto di una piattaforma online” (https://www.educazionedigitale.it/iosonooriginale/).

 

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Furto della borsa: vittoria a Roma, rimborsati 1.130 euro

 

L’Abf ha riconosciuto il diritto a un rimborso, da parte di Poste Italiane, a una consumatrice vittima di “furto con destrezza”

Roma, 25 marzo 2022 – Nuova vittoria di Confconsumatori presso l’Arbitro Bancario e Finanziario (Abf), che ha riconosciuto il diritto al rimborso di 1.130 euro nei confronti di una consumatrice romana, che aveva subito il furto, eseguito con destrezza, della borsa contenente la carta di debito. Il rimborso corrisponde all’importo di due operazioni disconosciute a seguito del furto dello strumento di pagamento.

 

I FATTI – Il 1° dicembre 2020, intorno alle 18.30, i ladri si sono avvicinati alla nostra associata dopo che aveva parcheggiato l’auto, riferendole che doveva spostarla perché si stava provvedendo a ripulire la strada. Appena riaperta l’autovettura e appoggiata la borsa sul sedile, un complice ha portato a termine il furto, aprendo lo sportello del passeggero.

La donna, alle 19, mentre era nella stazione dei Carabinieri, ha subito provveduto a richiedere il blocco della carta bancomat ma già tra le 18.50 e le 19.17 erano stati effettuati prelievi fraudolenti per la somma complessiva di 1.130 euro, per la quale la consumatrice ha chiesto il rimborso all'intermediario, ricevendo però risposta negativa.

Non essendo riuscita a definire la controversia attraverso il reclamo, la nostra associata ha promosso una procedura davanti all’Arbitro Bancario Finanziario.

LA DECISIONE DELL’ABF - L'intermediario ha inteso obiettare che le operazioni erano state effettuate correttamente, senza che emergesse alcuna anomalia, deducendo, in base al ristretto arco temporale trascorso dal momento del furto all’esecuzione della prima transazione illegittima e in base alla modalità di autenticazione impiegata, che la cliente non avesse tenuto una condotta diligente, conservando il codice segreto PIN unitamente alla carta.

Quindi l’intermediario ha obiettato che l’evento si era verificato a causa del “contegno gravemente colposo” della vittima di furto, ma l’Arbitro ha dato ragione alla nostra associata, riconoscendole il diritto al rimborso.

 

«L’Arbitro Bancario e Finanziario – ha dichiarato l’avvocato Barbara d’Agostino Presidente Confconsumatori Lazioha riconosciuto che quando si realizza la fattispecie di furto con destrezza degli strumenti di pagamento questo fatto esime la ricorrente dall’addebito di responsabilità per omessa violazione degli obblighi di custodia della carta e dei relativi codici segreti sottolineando che si deve escludere la colpa grave nei casi in cui l’utilizzatore sia stato vittima di una azione coordinata  volta ad effettuare il furto dello strumento di pagamento,  condannando quindi Poste Italiane al rimborso delle somme illegittimamente sottratte dal conto corrente».

 

I consumatori che necessitano di assistenza possono rivolgersi a Confconsumatori tramite le sedi territoriali elencate qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

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“Io sono originale”: riparte il progetto nelle scuole di cinque regioni

 

L’iniziativa, promossa dalle associazioni dei consumatori, contribuirà a sensibilizzare i ragazzi rispetto ai temi della contraffazione e della difesa della proprietà intellettuale

Roma, 24 marzo 2022 – Torna, in cinque regioni, "Io sono Originale", progetto finanziato dalla Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale - Uibm (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) del Ministero dello Sviluppo Economico per contribuire a una corretta informazione rispetto ai rischi legati alla contraffazione e per incentivare l’utilizzo degli strumenti di tutela della Proprietà Intellettuale, promuovendo la cultura della legalità contro il mercato del falso. Parteciperanno alcuni istituiti superiori di Lazio, Campania, Puglia, Umbria e Calabria, individuati dalle associazioni dei consumatori, tra cui Confconsumatori.

 

Nel Lazio, Confconsumatori ha scelto di coinvolgere gli studenti del Liceo Scientifico Leon Battista Alberti di Minturno e dell’I.I.S. San Benedetto di Latina. “In particolare – riferisce l’avvocato Franco Conte, referente territoriale per il progetto insieme all’avvocato Barbara D’Agostino – i destinatari di questa iniziativa saranno gli studenti delle classi prime, che dovranno cimentarsi in un percorso creativo, il “Diario della creatività”, traendo spunto da un format europeo di successo, che accompagnerà i ragazzi con il supporto di una piattaforma online” (https://www.educazionedigitale.it/iosonooriginale/).

 

Nei giorni scorsi i ragazzi dell’istituto Alberti hanno preso parte all’incontro introduttivo, che ha dato il via alle attività laboratoriali relative alla compilazione del “Diario della creatività”. I primi giorni di aprile, invece, l’iniziativa sarà presentata ufficialmente anche all’I.I.S. San Benedetto.

Questo progetto permetterà agli studenti di mettersi in gioco e di lavorare in gruppo per preparare contenuti informativi destinati ai coetanei (disegni e fotografie, poesie e canzoni, videointerviste e reportage, e ogni altra forma espressiva), rendendoli parte attiva nella realizzazione del progetto educativo.

La piattaforma online dedicata consentirà di raccogliere, entro il 30 di aprile, tutti gli elaborati e di valorizzarli condividendoli sul web e sui social media, contribuendo così a premiare l’impegno e rinforzare la motivazione degli studenti, veri protagonisti dell’iniziativa. Al termine del progetto saranno decretati i cinque istituti vincitori a livello regionale.

 

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Furto del bancomat in appartamento: rimborsati 1.107 euro a Roma

 

L’Abf ha riconosciuto il diritto a un rimborso, da parte di Crédit Agricole, a una consumatrice vittima di un furto in appartamento

Roma, 17 marzo 2022 – Vittoria di Confconsumatori presso l’Arbitro Bancario e Finanziario (Abf), che ha riconosciuto il diritto al rimborso di 1.107 euro nei confronti di una consumatrice romana, corrispondente all’importo di 7 operazioni disconosciute a seguito del furto dello strumento di pagamento avvenuto nella propria abitazione.

 

I FATTI - Durante la notte tra il 26 e il 27 marzo 2021, i ladri si sono introdotti nell’abitazione della donna, molto probabilmente narcotizzando lei, il marito e i cani, prima di procedere al furto, fra le altre cose, della carta bancomat collegata al conto corrente presso l’istituto di credito resistente.

Tra le 04:48 e le 08:20 del 27.03.2021 sono stati effettuati prelievi fraudolenti per la somma complessiva di 1.157 euro, per la quale la consumatrice ha chiesto il rimborso all'intermediario, ricevendo però risposta negativa.

Non essendo riuscita a definire la controversia attraverso il reclamo, la nostra associata ha promosso una procedura davanti all’Arbitro Bancario Finanziario.

LA DECISIONE DELL’ABF - L'intermediario intendeva obiettare che le operazioni erano state effettuate correttamente, senza che emergesse alcuna anomalia, autenticate tramite il microchip della carta e la corretta digitazione del PIN senza errori, attribuendo quindi alla nostra associata la ‘colpa grave‘ per custodire insieme la carta bancomat e le credenziali di accesso.

L’Arbitro ha inteso escludere la colpa grave in caso di furto in appartamento, specificando che la ragione che sostiene questo orientamento è che proprio custodire nella propria abitazione le credenziali degli strumenti di pagamento – in un luogo riservato, dove massimamente si esercita il controllo sui propri beni, come la casa – integra il normale canone di diligenza nell'utilizzo degli strumenti elettronici.

 

«L’Arbitro Bancario e Finanziario – ha dichiarato l’avvocato Barbara d’Agostino Presidente Confconsumatori Lazioha riconosciuto un principio fondamentale e precisamente la totale assenza di colpa quando si è vittima di furto, ed ha oltretutto sottolineato in modo chiaro che la soglia di diligenza richiesta deve essere ridimensionata e parametrata al contesto, come nel caso specifico in quanto il furto è avvenuto in un luogo privato, inaccessibile ai terzi, condannando quindi Crédit Agricole al rimborso delle somme illegittimamente sottratte dal conto corrente».

I consumatori che necessitano di assistenza possono rivolgersi a Confconsumatori tramite le sedi territoriali elencate qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

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Truffa con “sms spoofing”: rimborsati 9.950 euro a Roma

 

L’Abf ha riconosciuto il diritto a un rimborso, da parte di Poste Italiane, a una consumatrice vittima di “sms spoofing”

Roma, 14 gennaio 2022 – Vittoria di Confconsumatori presso l’Arbitro Bancario e Finanziario (Abf) che ha riconosciuto il diritto al rimborso di 9.950 euro nei confronti di una consumatrice romana truffata tramite sms (tecnica dell’”sms spoofing”) da un numero riconducibile a Poste Italiane, società presso la quale la donna è titolare di un conto corrente. L’sms spoofing è una truffa informatica che consiste nell’invio di messaggi da un mittente apparentemente affidabile e reale – come, in questo caso, l’intermediario Poste Italiane.

 

I FATTI - Nel dicembre del 2020, una nostra associata di Roma, titolare di un conto presso Poste Italiane, ha ricevuto un sms da un numero riconducibile all’intermediario (ovvero lo stesso mittente delle comunicazioni ufficiali della banca) ed è caduta nella trappola, inserendo i dati richiesti. Ha poi ritrovato suo malgrado addebitata un’operazione – mai richiesta – di bonifico pari a 10.000 euro.

Non essendo riuscita a definire la controversia attraverso il reclamo, la nostra associata ha promosso una procedura davanti all’Arbitro Bancario Finanziario.

LA DECISIONE DELL’ABF - L’Arbitro ha riconosciuto che il messaggio ricevuto dalla consumatrice si era effettivamente insinuato all’interno di messaggi genuini ricevuti dall’intermediario tramite la tecnica dello spoofing, e per questo ha riconosciuto alla consumatrice romana il diritto al rimborso di 9.950 euro da parte di Poste Italiane. Il Collegio ha anche rilevato che il bonifico non autorizzato era stato disposto durante la telefonata con la quale la donna richiedeva il blocco della propria carta. Una maggiore tempestività dell’intermediario nell’eseguire la richiesta della cliente avrebbe potuto impedire la truffa. Il sistema di autenticazione e di protezione adottato da Poste Italiane, inoltre, non risulta conforme allo Strong Customer Authentication, altrimenti il danno in questione si sarebbe potuto evitare.

 

«L’Arbitro Bancario e Finanziario – ha dichiarato l’avvocato Barbara d’Agostino Presidente Confconsumatori Lazio – ha riconosciuto che il ricorrente è stato tratto in inganno dal cosiddetto “sms spoofing”, trattandosi di una modalità particolarmente insidiosa consistente nella manipolazione di un messaggio che rende l’sms apparentemente genuino poiché visualizzato negli smartphone insieme ai messaggi legittimi, condannando quindi Poste Italiane al rimborso delle somme illegittimamente sottratte dal conto corrente».

UN FENOMENO IN AUMENTO – Già nei mesi scorsi, Confconsumatori, insieme ad ABI e ad altre Associazioni dei consumatori, aveva inviato una lettera all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per sollecitare un maggiore coordinamento nel contrasto alle frodi informatiche, a fronte dell’aumento rilevante di fenomeni di frode sui canali mobili.

 

I consumatori che necessitano di assistenza possono rivolgersi a Confconsumatori tramite le sedi territoriali elencate qui: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/.

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Processo Veneto Banca PwC: Confconsumatori parte civile

Una nuova speranza per i risparmiatori VB danneggiati: Confconsumatori, oltre ad essere ammessa nel processo ha citato la società come responsabile dei danni agli azionisti

Roma, 5 novembre 2021 – Confconsumatori è stata ammessa come parte civile nel processo a carico di Alessandra Mingozzi (responsabile del controllo sui bilanci di Veneto Banca fra il 2010 ed il 2018) e della società di revisione PriceWaterHouseCooper Spa, società di revisione dei bilanci dal 2015 al 2018 del gruppo Veneto Banca, di cui la Mingozzi era socia. Si tratta di un nuovo filone processuale avviato in relazione alle vicende che hanno travolto i piccoli risparmiatori di Veneto Banca per i quali ora si apre la speranza di potersi costituire parte civile anche in questo processo penale.

 

LE ACCUSE - Gravissime le accuse rivolte alla società di revisione PwC alla quale si contestano i reati di “ostacolo alle attività di vigilanza”, “illecito amministrativo dell’ente” e “falsità nelle relazioni e nelle comunicazioni dei responsabili della revisione”. Per la Procura, la Mingozzi, al fine di conseguire un ingiusto profitto, attestava consapevolmente il falso ed occultava informazioni rilevanti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della ex popolare, esprimendo sui bilanci un giudizio positivo, senza rilievi, rivelatosi falso. Secondo i magistrati di Roma, tale giudizio positivo sarebbe stato espresso dal revisore con l’intenzione di ingannare i soci azionisti, gli obbligazionisti e le Autorità di vigilanza.

 

LA RICHIESTA DI CONFCONSUMATORI - Confconsumatori ha anche formulato richiesta di poter citare la società di revisione PriceWaterHouseCooper Spa quale responsabile civile dei danni maturati dai soggetti danneggiati dai reati che vedono coinvolti gli azionisti di Veneto Banca. In seguito a una lunga discussione con i diversi difensori degli imputati, il Gup ha respinto tutte le argomentazioni che premevano per il rigetto della domanda di parte civile dell’associazione, accogliendo così, con ordinanza, la richiesta di Confconsumatori.

 

«La richiesta di costituzione come parte civile di Confconsumatori – ha spiegato il legale dell’associazione, Barbara d’Agostino – è stata accolta perché l’associazione ha dimostrato documentalmente e tecnicamente di possedere i requisiti per essere ammessi in ragione delle finalità statutarie. Ora, con la richiesta di rinvio a giudizio della società di revisione da parte della Procura di Roma si aprirà probabilmente una nuova possibilità per i risparmiatori azionisti e obbligazionisti di Veneto Banca di ottenere il sospirato e agognato risarcimento da una società molto solvibile».

 

«Esprimo soddisfazione – dichiara Mara Colla, presidente di Confconsumatori – per l’accoglimento della costituzione di parte civile della nostra associazione, un’ulteriore conferma della serietà e della concretezza con cui da decenni ormai siamo impegnati sul fronte della tutela dei piccoli risparmiatori truffati, oltre a lavorare parallelamente per la prevenzione delle condotte scorrette e per la promozione dell’educazione finanziaria».

 

COSA POSSONO FARE I RISPARMIATORI - L’udienza è stata aggiornata al prossimo 29 gennaio: nei mesi successivi si aprirà, probabilmente, la possibilità per i piccoli risparmiatori danneggiati di costituirsi nel processo tramite Confconsumatori. Gli interessati possono chiedere di ricevere aggiornamenti sull’andamento del processo scrivendo all’indirizzo risparmio@confconsumatori.it.

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                                 Troppe lacune: buoni fruttiferi postali rimborsati

L’Abf ha accolto la richiesta di rimborso di un associato di Roma: sui buoni note scritte a mano, niente scadenza né foglio informativo all’acquisto

Roma, 22 settembre 2021 – Note scritte a mano, scadenza incomprensibile e nessun foglio informativo. Nuova vittoria ottenuta da Confconsumatori Roma in materia di buoni fruttiferi postali presso l’Arbitro Bancario e Finanziario (Abf) che ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno relativo a buoni fruttiferi considerati prescritti da Poste Italiane.

 

TROPPE LACUNE SUL BUONO - Nell’agosto del 2001 un risparmiatore di Roma aveva acquistato, dei buoni dell’importo complessivo di 2.582,28 € sui quali compariva la nota, scritta semplicemente a mano, “serie AA2”. Inoltre, detti buoni non contenevano alcun elemento dal quale si potesse evincere la data di scadenza: di fatto non era possibile comprendere la loro durata in quanto, tra l’altro, non era mai stato consegnato alcun foglio informativo e/o documento illustrativo del buono, che consentisse di far valere validamente i propri diritti. Il risparmiatore convinto di possedere dei Buoni Postali ventennali, recatosi nell’ufficio postale, nel 2021 aveva ricevuto il rifiuto dell’impiegato che gli diceva che il buono si era prescritto nel dicembre 2018.

 

DAL RECLAMO ALL’ABF - Il risparmiatore si era quindi rivolto a Confconsumatori Roma: tramite l’associazione aveva, quindi, inviato un primo reclamo a Poste Italiane, e in un secondo momento, in mancanza di riscontro, sempre assistito da Confconsumatori, aveva deciso di portare la questione dinnanzi all’ABF. L’Arbitro, del Collegio di Roma, con recente decisione, ha accolto il ricorso, disponendo il pagamento dei buoni a titolo di risarcimento danni per l’inadempimento contrattuale.

 

«L’Arbitro Bancario e Finanziario – ha dichiarato l’avvocato Barbara d’Agostino Presidente Confconsumatori Lazio – ha riconosciuto la tesi da sempre portata avanti da Confconsumatori: il diritto al risarcimento del danno per la violazione della normativa di trasparenza e l’inottemperanza da parte di Poste Italiane al dovere di informazione. Il Collegio si è attenuto a quanto è stato già rilevato dal Collegio di Coordinamento, e cioè che la mancata indicazione della scadenza sul buono, e quindi la mancata consegna al sottoscrittore al momento dell’acquisto dei buoni del Foglio Informativo, cagiona un danno mediante la violazione del dovere di informazione».

 

Gli interessati che ritengono di non essere stati compiutamente informati dal personale di Poste al momento della sottoscrizione dei buoni in relazione alla scadenza possono rivolgersi alle sedi confconsumatori, consultando l’elenco a questo link: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/

 

La decisione dell’ABF è scaricabile da qui: https://www.confconsumatori.it/troppe-lacune-buoni-fruttiferi-postali-rimborsati/

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In Lazio Confconsumatori e Ugcons attivano un numero verde e sei sportelli per informare sui rischi e sui danni della contraffazione online

Roma, 11 novembre 2020 – Come difendersi dalla contraffazione online? Quanto ci costa il fenomeno del falso su internet? Nell’ambito Programma Generale delle iniziative a vantaggio dei consumatori denominato Regione Lazio per il cittadino consumatore VI finanziato con i fondi del Ministero dello Sviluppo Economico[1], Confconsumatori Lazio ed Ugcons Lazio hanno deciso di impegnarsi nella realizzazione di un progetto di educazione ed informazione sulla contraffazione e sulla pirateria commerciale ed il suo impatto economico globale. Ha preso il via, infatti, il progetto “Io Voglio solo originale – lo sviluppo di internet e la contraffazione in rete” promosso e finanziato dalla Regione Lazio, curato e realizzato da Confconsumatori Lazio ed Ugcons Lazio, che hanno attivato un numero verde e sei sportelli dedicati.

 

IL CONTESTO – Viviamo in un’epoca nella quale le nuove forme di comunicazione si sviluppano prevalentemente all’interno della rete. Internet rappresenta il fenomeno globale più rilevante mai registrato nell’epoca moderna, avendo raggiunto una dimensione talmente rilevante e strategica da impattare in modo considerevole su ogni attività ed aspetto economico e sociale. Con il sopraggiungere e l’affermarsi del “mercato virtuale mondiale”, le imprese presentano e comunicano la propria identità e il brand dei propri prodotti e servizi prioritariamente attraverso il web ed i social network, contesto che ne aumenta a dismisura la visibilità ma anche i pericoli di abuso e contraffazione. Da quando Internet si è affermato in tutto il mondo come il più importante e diffuso mezzo di informazione-comunicazione, sia gli operatori economici sia quei soggetti dediti ad attività illecite o borderline si sono resi conto della necessaria ed evidente dipendenza del consumatore virtuale dal marchio: il consumatore evoluto si informa su Internet, compra su Internet, sulle grandi piattaforme di commercio elettronico e negli e-shop specializzati.

 

GLI OBIETTIVI – Il progetto ha l’obiettivo di accrescere l’informazione del cittadino-consumatore: Confconsumatori Lazio e la Ugcons Lazio hanno deciso di impegnarsi nella realizzazione di un progetto di educazione che prevede una serie di attività per migliorare la conoscenza e la consapevolezza  sul tema dell’impatto economico globale della contraffazione e della pirateria commerciale che ha ormai raggiunto livelli esageratamente elevati. Oggi, merci contraffatte e copie pirata possono essere ritrovate in quasi tutti i paesi del mondo e in quasi tutti i settori dell’economia globale. La penetrazione globale di Internet e la diffusione dei dispositivi mobili hanno contribuito notevolmente alla diffusione di questi crimini, in particolar modo sulle piattaforme di social media.

 

I SERVIZI ATTIVATI – Da oggi è attivo il numero verde 800-766486 contattabile dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 16, nonché il servizio degli sportelli per l’orientamento e la tutela dei consumatori, presenti su tutto il territorio del Lazio e precisamente:

 

  1. Confconsumatori Lazio/Roma Via Spalato 11 Roma aperto dal lunedì al venerdì ore 15.30-18.30;
  2. Confconsumatori Latina Via Appia, 542, Minturno Scauri (LT), aperto dal lunedì al venerdì ore 16.30-19.30;
  3. Confconsumatori Rieti Viale Matteucci aperto dal lunedì al venerdì ore 16.00-19:00;
  4. Confconsumatori Frosinone Via Cesare Terranova n.22 Tel. 328.8817431 – 339/5483370 dal lunedì al venerdì ore  9.30 -12.30
  5. Ugcons Lazio Via Daniele Manin, 53 Roma aperto, previo appuntamento, dal lunedì al venerdì;
  6. Ugcons Tivoli aperto dal lunedì al venerdì ore 9-13 e ore 15-17 e il sabato ore 9-13.
     

“Invito tutti i cittadini consumatori – ha dichiarato l’avvocato Barbara D’Agostino, presidente di Confconsumatori Lazio – a contattare gli sportelli ed il numero verde 800-766486 per chiedere informazioni ed assistenza. Sarà possibile avere consulenze dettagliate dai nostri operatori qualificati, che sapranno dare risposta ad ogni domanda. A breve sarà possibile prendere visione del progetto e degli eventi in programmazione direttamente dal sito Internet che sarà presto on line“.

 

[1]ripartizione 2018 – ai sensi del D.M. 12 febbraio 2019, DD 17/06/2019.  Avviso pubblico rivolto alle associazioni dei Consumatori e degli Utenti del Lazio iscritte nel Registro Regionale per la realizzazione del Programma Generale approvato con DGR n. 718 del 08/10/2019, denominato “Regione Lazio per il Cittadino Consumatore VI”

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Accordo ABI-AACC: sospensione dei crediti alle famiglie

Confconsumatori, insieme ad altre associazioni, ha sottoscritto con l'Associazione Bancaria Italiana un accordo in tema di sospensione di mutui garantiti da ipoteca e finanziamenti chirografari a rimborso rateale

l 16 dicembre 2020 ABI e numerose associazioni dei consumatori, tra cui Confconsumatori, hanno sottoscritto un Accordo per la sospensione di mutui garantiti da ipoteca e finanziamenti chirografari a rimborso rateale.

Al riguardo, si riportano di seguito le principali caratteristiche dell’iniziativa:

Sono compresi i mutui ipotecari residenziali (anche relativi ad immobili non adibiti ad abitazione principale) che non possono accedere al Fondo di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa di cui all’art. 2, comma 475 e ss della Legge n. 244/2007 e i finanziamenti a rimborso rateale erogati a persone fisiche che non presentano ritardi di pagamento al momento della presentazione della domanda di sospensione;

La sospensione, per un massimo di 9 mesi, riguarda la quota capitale o l’intera rata e può essere richiesta nei casi di cessazione del rapporto di lavoro, sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni solari consecutivi, riduzione del fatturato del 33% rispetto all’ultimo trimestre 2019, morte o grave infortunio del debitore;

Possono essere sospesi anche i mutui/finanziamenti che già hanno ottenuto una sospensione per l’emergenza epidemiologica, purché la durata complessiva della sospensione non superi i 9 mesi;

La richiesta, da presentare entro il 31 marzo 2021, attraverso una dichiarazione sostitutiva di certificazione e di atto di notorietà può essere sottoscritta anche con modalità telematiche, se in uso presso le banche e gli intermediari finanziari.

Hanno sottoscritto: Acu, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons,Confconsumatori, Centro Tutela Consumatori e Utenti, Federconsumatori, La Casa del consumatore, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Udicon, Unione nazionale dei consumatori

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Cud 2020 errati: l’Inps indennizzi i pensionati

I pensionati che hanno ricevuto la tardiva rettifica dell’Inps rischiano una sanzione: Confconsumatori ha chiesto chiarimenti e indennizzi

Roma, 12 gennaio 2021– Tra il mese di novembre e dicembre un numero per ora imprecisato di pensionati ha ricevuto lettere dell'INPS contenenti certificazioni Cud dell’anno 2020 rettificate, ovvero che sostituivano le precedenti a suo tempo inviate. Dal momento che la rettifica è pervenuta oltre la scadenza del 10 dicembre, i pensionati interessati devono presentare una certificazione integrativa entro marzo, per la quale è prevista una sanzione. A tal proposito Confconsumatori ha scritto oggi una lettera all’Inps e al Mef per chiedere chiarimenti e l’adozione di opportune misure correttive al fine di evitare sanzioni e prevedere indennizzi per i soggetti danneggiati.

 

LE RETTIFICHE - Nelle lettere ricevute dai pensionati l’Inps ha comunicato che “La rettifica si è resa necessaria per integrare, sostituire o correggere i dati della precedente Certificazione Unica, nella quale le somme certificate non corrispondevano a quelle effettivamente erogate o trattenute dall'Inps nel 2019”. La nuova certificazione unica è pervenuta successivamente alla data del 10.12.2020 entro la quale la dichiarazione dei redditi deve obbligatoriamente essere inviata.

 

RISCHIO SANZIONE - A fronte di ciò, stante il riconosciuto ma non meglio specificato errore da parte dell'Inps, i destinatari di tale missiva si vedono costretti, entro il mese di marzo 2021, a presentare una dichiarazione integrativa per la quale è prevista una sanzione di euro 25 Qualora non provvedessero entro tale termine, potrebbero essere sanzionati dall'Agenzia delle Entrate per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.

 

LA LETTERA A INPS E MEF - Per questi motivi, in data odierna, Confconsumatori ha invitato l’INPS a spiegare i motivi dell’errore massivo scusandosi con i pensionati; l’associazione ha altresì invitato il Ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Entrate ad acconsentire alla riapertura dei termini per la presentazione delle denunce dei redditi senza alcuna sanzione. Parimenti Confconsumatori invita l’INPS a riconoscere un equo quanto automatico indennizzo di euro 50,00 da corrispondersi ai pensionati a titolo di risarcimento per il disagio connesso ai nuovi indispensabili accessi presso gli uffici di caf o di commercialisti (oltre tutto in un momento epidemico come quello attuale).

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Rimborsi Dentix: conciliazioni e risposte dalle finanziarie

Le finanziarie stanno rispondendo agli ex pazienti assistiti da Confconsumatori anche con rimborsi.

Risultati positivi dalle conciliazioni aperte dinnanzi all'ABF

 Continua il lavoro incessante degli sportelli di Confconsumatori per tutelare i pazienti di Dentix Italia Srl che, dalla mancata riapertura delle cliniche dentistiche dopo il lockdown, sono rimasti senza cure, con prestazioni interrotte o non effettuate ma con i pagamenti delle rate ancora attivi. Confconsumatori sta ottenendo rimborsi e cancellazioni delle rate, anche grazie alla procedura di conciliazione presso l’Arbitro Bancario e Finanziario, mentre le finanziarie a cui Dentix si era appoggiata stanno iniziando a proporre soluzioni conciliative ai pazienti.

Come è noto, L’associazione ha inviato nei mesi scorsi numerose lettere di diffida alla società e altrettante pec di contestazione alle finanziarie, con la richiesta di risoluzione dei contratti di finanziamento con la restituzione delle rate pagate, come previsto ex lege.

Numerosi sono stati i contratti risolti in questo periodo con Deutsche Bank Easy e Fiditalia, che hanno anche restituito le rate pagate dagli ex pazienti Dentix: ad alcuni in toto perché non avevano neppure iniziato le cure, ad altri in parte, con una valutazione dentistica, anche nel caso di prestazioni minime.

Va detto, inoltre, che le proposte conciliative delle Finanziarie sono conseguenti, in larghissima misura, ai ricorsi all’Arbitro Bancario e Finanziario che l’associazione ha depositato contro tutte quelle che non avevano risposto alle raccomandate inviate da Confconsumatori, a tutela dei propri associati. Ne è prova Cofidis che, nei giorni scorsi, si è dichiarata disponibile a risolvere il contratto e a restituire quanto non dovuto.

«Anche questo risultato – afferma l’avvocato Galloni – è un importante notizia, perché dà ragione alla linea decisa dall’associazione, al fine di evitare lungaggini e costi di cause giudiziarie che graverebbero economicamente su persone già in difficoltà e, in alcuni casi, con gravi pregiudizi di salute».

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Piazza Annibaliano: tante le criticità

La Piazza non necessita di nuove attività private, ma di interventi di manutenzione, conservazione e promozione del patrimonio storico-artistico e culturale

Roma, 11 settembre 2020 – Confconsumatori Lazio commenta l’inaugurazione del progetto realizzato mediante avviso pubblico “E-state insieme 2020-2022” quale attuazione dei propri compiti istituzionali di diffusione della cultura e promozione del proprio patrimonio storico-artistico. Con un comunicato dei giorni scorsi si è dichiarato che si intende «far rinascere Piazza Annibaliano». Piazza Annibaliano necessita da anni dell’impianto di irrigazione ormai divelto, che ha determinato la distruzione del verde e la moria degli alberi.

La amministrazione, dopo il Covid-19 che ha messo in ginocchio tutte le attività commerciali e di ristorazione, ha dato in appalto, mediante un bando, la possibilità ad una ulteriore e nuova società, rispetto a quelle già esistenti, di aprire a settembre 2020 una ennesima attività di somministrazione e/o bar in piena concorrenza con le esistenti (già stremate dal Covid-19) nel pieno centro della piazza Annibaliano.

La pubblica amministrazione, anziché investire e utilizzare somme pubbliche per la manutenzione del verde pubblico, ha dato ai privati, senza alcun contributo, l’incarico di provvedere alla cultura ed alla promozione del patrimonio storico-artistico, in più ha pensato di poter dare rinascita alla cultura ed alla manutenzione dei luoghi pubblici consegnando ai privati beni e luoghi pubblici, anche con valore storico, mediante l’opportunità di una apertura di una attività di somministrazione.

Con ciò che realmente è stato realizzato è invece evidente l’assenza della politica:

Per la mancanza di ogni controllo e verifica di impatto estetico in quanto:

Si tratta di una struttura rozza, fintamente voluta rustica che impatta negativamente ed esteticamente con la vista del mausoleo di Santa Costanza;

In assenza dell’impianto elettrico la struttura si è agganciata alla centralina elettrica presente sulla strada ed ha realizzato una lunghissima e grossa canalina che attraversa la via, il giardino e la piazza;

In assenza dell’impianto idraulico la struttura si è agganciata all’impianto dell’irrigazione ed ha realizzato una ulteriore canalina che attraversa il giardino e la piazza;

In assenza del bagno pubblico, necessario per l’attività di bar e ristorazione, la struttura ha posizionato in piena piazza ben 4 bagni chimici che impattano negativamente con la vista del mausoleo di Santa Costanza;

In assenza di spazi interni la struttura e l’attività lascia i bidoni della spazzatura all’esterno anche vicino ai tavoli di consumazione.

Per la mancanza di ogni valutazione economica a carico degli esercizi di ristorazione e bar della zona che dopo il periodo di grave crisi determinata dalla chiusura forzata si trovano una nuova attività in concorrenza, incentivata dalla politica, che usufruisce di spazi ampi ed accattivanti.

Per la mancanza di ogni valutazione di protezione e valorizzazione degli spazi pubblici, nel caso specifico oltretutto di alto valore storico, che necessitano di una vera e reale manutenzione.

Nel caso specifico, la piazza è rimasta priva ancora della manutenzione del verde, perché le piante non vengono curate ed innaffiate, rimanendo ancora ben piantati lì gli alberi, ormai morti da tempo, accanto ai bagni chimici.

«Tale iniziativa – commenta l’avvocato Barbara d’Agostino, Presidente Confconsumatori Lazio – è assolutamente priva di senso e le immagini parlano da sole. È importante in questo momento storico che la politica e la pubblica amministrazione assuma un comportamento cosciente ed equilibrato e deve evitare “iniziative” che possano in realtà arrecare danni. La pubblica amministrazione, al suo posto, affida al privato attività finalizzate a rendere spazi pubblici fruibili qui nel caso specifico per la lettura di libri, ebbene il II municipio avrebbe dovuto quindi incentivare la cura dello spazio verde con il ripristino della manutenzione. La dirigenza politica del II Municipio ha invece, in realtà solo permesso ad una società privata di svolgere un’attività commerciale su suolo pubblico con strutture ed impiantistiche invasive. Per tale motivo si proseguirà presso tutte le autorità competenti per ottenere chiarimenti e verificare tale scempio».

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Costa Crociere e Covid-19: negato il cambio biglietto

Nonostante le limitazioni imposte per Covid-19, a un consumatore è stato negato il cambio del biglietto e il riconoscimento del voucher corrispondente

Roma, 18 marzo 2020 – In seguito alle Ordinanze e alle misure di contenimento e prevenzione del Covid-19 che interessano anche i viaggi, un consumatore in modo corretto e coscienzioso, anziché richiedere il rimborso ha chiesto che gli fosse riconosciuto un voucher per effettuare in un secondo momento il viaggio prenotato. L’agenzia di viaggi,di tutta risposta, ha invece richiesto di pagare il saldo della crociera. Il viaggiatore si è così rivolto a Confconsumatori per la tutela dei suoi diritti.

Costa Crociere, infatti, nonostante il notorio e grave problema del Covid-19 e nonostante i provvedimenti di stato di allerta che i vari paesi Europei ed extraeuropei stanno adottando di chiusura e blocco di ogni forma di spostamento, intende proseguire con la propria attività crocieristica e il 13 marzo 2020 ha confermato sul suo sito ufficiale (Link) tutte le proprie tratte e i giorni di  imbarco, anche a  partire dal 4 aprile 2020, giorno in cui dovrebbero terminare le Ordinanze di prevenzione e contenimento del Covid- 19.

Facendo forza su tale comunicazione, Costa Crociere rifiuta la cancellazione dei viaggi tramite le agenzie di viaggio, rifiuta la cancellazione dei viaggi richiedendo e comunicando l’obbligo del versamento del saldo e dell’applicazione delle penali in caso di cancellazione delle crociere.

Il viaggiatore in questione si è rivolto a Confconsumatori dopo aver comunicato a Costa Crociere l’intenzione di annullare la crociera con partenza prevista il 9 aprile 2020, con destinazione costa della Spagna, e dopo aver richiesto un voucher da poter comunque utilizzare sino al prossimo anno. Di tutta risposta l’agenzia di viaggi ha confermato l’imbarco e pertanto ha richiesto il saldo, anche a titolo di penale, dell’intera cifra del viaggio, non concedendo nessun voucher e dichiarandosi espressamente intermediaria della Costa Crociere.

«Costa Crociere, per tramite dell’agenzia di viaggi – commenta Barbara d’Agostino, Avvocato di Confconsumatori che segue il caso – intende negare la possibilità di annullare il viaggio e pretende il versamento del saldo e/o comunque l’applicazione della penale, nonostante con estrema responsabilità si è inteso richiedere un voucher da poter utilizzare sino alla concorrenza di un anno, anziché la restituzione dell’anticipo versato».

«E’ assolutamente importante in questo momento storico – prosegue l’Avvocato d’Agostino – che tutte le parti assumano un comportamento cosciente ed equilibrato evitando condotte che possano arrecare danni. A fronte di tale richiesta la compagnia non deve persistere nel negare il voucher, né deve persistere a dichiarare che le crociere riprenderanno regolarmente per tutte le rotte europee ed extraeuropee a partire dal 4 aprile di quest’anno, ignorando i provvedimenti degli Stati verso i quali si intende attraccare e far scendere i passeggeri. E’ bene – conclude d’Agostino – che il sistema Italia venga sostenuto, con la piena responsabilità di tutti, tra cui anche le compagnie di viaggio».

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